Gab De La Vega / Riccobellis / Russu Apatico: l’intervista

Domenica 19 aprile è in programma c/o lo Spazio Core di Gussago (BS) “Suono, Carta, Penna” presentazione di Container tra musica – a cura dei local heroes Gab De La Vega, Riccobellis e Russu Apatico – e parole, con la moderazione da Mauro Orsi, blogger, educatore, animatore del CineLab di Libri Al Banco e 1/3 di 039 Late Show.

A fare da splendida cornice, le opere di tre protagonisti del primo numero di Container: Gigi Fagni, Andrea Rivadossi e Luca Ash Iacono.

L’ingresso è gratuito, ma la prenotazione è necessaria, scrivendo una mail a spaziocore.30@gmail.com.

Per iniziare a fare stretching e prepararci così al pomeriggio che ci aspetta, abbiamo fatto qualche domanda ai musicisti in line up.

Nel tuo container culturale e controculturale cosa c’è?

Gab De La Vega_Partiamo già con quelle difficili?! Ci provo… c’è un sacco di storia, scienze, linguistica, musica. Sono molto attento agli sviluppi della nostra società e quindi mi interesso anche a quella, nelle sue varie sfumature. E a livello controculturale c’è un percorso che mi ha portato a crescere tra concerti punk, hardcore, musica indipendente, centri sociali, collettivi antispecisti, un po’ di letteratura e cinema indipendente e tanta voglia di creare, contribuire e fare il mio piccolo sforzo per portare qualcosa di bello, soprattutto quando il mondo è un po’ brutto.

Simone Riccobelli_Riguardando indietro e guardando al mio odierno ho notato che la mia vita è cambiata di poco. Ho visto la mia scena evolversi, cambiare, restando fedele nell’evoluzione.

Quel che mi rende felice è che la mia cultura o, se vogliamo, sottocultura, è cresciuta con me ed è riuscita ad attecchire anche in generazioni lontane negli anni da me ma vicine nello spirito.

Punk Is Punk.

RuSsU_Il bagaglio culturale base grazie alla possibilità che i miei genitori, grazie ai loro sacrifici, mi hanno dato di studiare fino più o meno alla maggior età… il bagaglio controculturale grazie al mio interesse verso un certo tipo di musica, il punk rock, che mi ha insegnato il rispetto verso il prossimo, il sapersi arrangiare, credere in me stesso, l’ attenzione verso gli ultimi, gli emarginati, gli oppressi.


Quali sono gli strumenti che utilizzi per informarti su cosa succede nel mondo della cultura mainstream e underground? Come scopri nuova linfa?

Gab De La Vega_Social media, molto. E siti/webzine di vario tipo. Però molti input arrivano ancora dalle persone che mi circondano o dalle interazioni con gli altri. Spesso qualcuno mi suggerisce una band, un film oppure mi porta un confronto su un argomento di attualità. A volte vado a sentire dei concerti senza aver ascoltato le band o gli artisti che non conosco. Mi piace stupirmi. Così ho conosciuto alcune delle mie band preferite, per esempio.

Simone Riccobelli_ Per quanto riguarda l’informazione generale resto ai social media/radio. Il mainstream lo scopro osservando quel che mi circonda. L’underground lo scopro sulla mia pelle, frequentando, organizzando e partecipando attivamente.

RuSsU_Internet alla mia età è lo strumento principale anche se toccare con mano partecipando di persona ad eventi culturali, musicali, sportivi rimane sicuramente lo strumento più efficace per restare “al passo con i tempi”.


Chi sono tre artiste/i o operatrici/ori del settore musica/arte/cultura/fotografia/etc… – non per forza musicali – che hanno influito sul tuo modo di approcciarti all’arte?

Gab De La Vega_In cima alla lista metto sicuramente Simone Piccinelli. Ci siamo incontrati più di dieci anni fa e poi siamo finiti a produrre musica e suonare insieme. Per me una enorme fonte di ispirazione e sprono a migliorarmi sempre. Mi ha insegnato a guardare ciò che facevo con occhi diversi e credo di poter dire che senza di lui non avrei mai fatto tante cose belle che sono riuscito a portare a casa.

Poi metterei Frank Turner, da artista che mi è stato di ispirazione è poi diventato un amico; pur essendo un musicista affermato a livello mondiale, è sempre molto attento, gentile e disponibile. Mi ha dato delle opportunità secondo i meriti che lui mi riconosceva in un momento in cui nessuno l’avrebbe fatto.

Per ultima mi sentirei di mettere Laura Jane Grace, una delle poche artiste trans che hanno una certa visibilità, esponente di un mondo sommerso, forse talvolta invisibile o addirittura oscurato. Oltre ai suoi meriti musicali, la sua influenza nel suo percorso artistico, la sua autobiografia “Tranny” rimane uno dei mie libri preferiti e un invito costante ad essere sempre fedele alla me stesso, anche quando risulta difficile, oltre che un storia che mi ha insegnato tanto circa l’essere una persona trans non solo nella nostra società in generale, ma anche nel dettaglio di una comunità in teoria progressista e aperta come quella punk o della musica in generale… che talvolta si rivela essere comunque ancora rigida su certe tematiche.

Simone Riccobelli_Questa credo sia la domanda più difficile di tutta l’intervista…

Istintivamente mi verrebbe da dire che mai nella vita avrei pensato di conoscere una quantità infinita di gruppi che ascoltavo da ragazzino e di stupirmi tanto dell’umiltà dimostratami.

Ora che ho dato una risposta democratica sparo: Derozer, per avermi cresciuto e cambiato la visione della vita, So-cho Pistons, per la dimostrazione che con l’impegno si possa arrivare a livelli che nessuno si aspetterebbe mai e i Ramones, senza spiegazioni.

RuSsU_Al primo posto Tim Armstrong, poeta, scrittore, artista che ho amato e apprezzato in primis ovviamente anche per la proposta musicale..dagli operation ivy ai Rancid, la mia punk rock band del cuore, passando dai Transplants ai suoi innumerevoli progetti personali e feat con artisti diversi. Al secondo posto ci metto invece un personaggio che in gioventù mi ha introdotto ad una certa coscienza in ambito socio culturale… il filosofo rivoluzionario russo Bakunin. Al terzo ci mettiamo invece l’artista britannico tra i maggiori esponenti della street art, Banksy.


Qual è l’argomento di cui ti piacerebbe leggere e ascoltare di più, in quanto pensi che se ne parli poco o in maniera non efficace?

Gab De La Vega_Un’altra domanda molto difficile. Forse per come si stanno mettendo le cose nel mondo negli ultimi tempi, credo che degli approfondimenti su politica e società potrebbero essere interessanti. Però anche una maggiore attenzione alla musica e cultura underground italiana è sempre importante. In altri Paesi ci sono più possibilità di poterne parlare, qua rimane sempre relegata ad una nicchia e non riesce a “competere” con tutto ciò che poi diventa mainstream, ma poterla diffondere meglio sarebbe una bellissima opportunità. Mi pare di capire che Container nasca proprio con questa visione, quindi complimenti per l’idea!

Simone Riccobelli_Mi piacerebbe che la scena musicale fosse meno settorializzata e che non fosse spinta solo un certo tipo di eventi.

È vero che le nicchie nascono per restare tali ma sono sempre più convinto che talvolta lo restino per supponenza o arroganza nel volersi sentire meglio degli altri.

Le cose vanno coltivate e curate.

RuSsU_Più discorsi in generale costruttivi che le solite chiacchiere da bar di paese e beh, di musica, di chi la sa fare con autenticità e perseveranza pur non raggiungendo il “grande pubblico”… vorrei si potesse invece leggere meno di guerre e violenze…


Parlando di territorio: quali sono posti e persone che vuoi citare come riferimenti, ispirazioni, nel bresciano?

Gab De La Vega_Ne cito solo tre ma sarebbero da elencare tante situazioni, anche più piccole. Radio Onda d’Urto e la sua Festa, Il Magazzino 47 (dove in passato ho organizzato molti concerti hardcore e punk), il Monamì di Montichiari. Tra le varie persone mi sento di menzionare il carissimo Jean Luc Stote che ci ha appena lasciati. Mi sembra il minimo ricordarlo con affetto e con grande dispiacere. Una mancanza che si sentirà.

Simone Riccobelli_ Sconfinando leggermente andrei all’Arci Dallò: lì ho visto, organizzato e respirato quella che definisco la vera controcultura, gruppi e artisti da tutto il mondo.

Se vogliamo restare nella provincia Radio Onda d’Urto con i suoi programmi e la sua Festa. mi ha regalato gioie indescrivibili e band che mai mi sarei aspettato di vedere o addirittura conoscere.

Di persone che si sono sbattute negli anni ce ne sono davvero tante, ma su tutte un dolce ricordo per Jean Luc Stote.

RuSsU_In gioventù Brescia e provincia hanno avuto a mio avviso parecchi personaggi, figure di spicco, in ambito culturale… tra questi sicuramente il caro Jean Luc Stote col quale ebbi occasione di collaborare in diverse occasioni in passato e che manca oggi a tanti di noi.

Per prepararci al tuo set del 19 aprile: tre tuoi brani da ascoltare necessariamente?

Gab De La Vega_Io consiglierei Rock BottomTo Live is To Survive (Sometimes) e We Could Be Anything. Le suonerò sicuramente!

Simone Riccobelli_Chiaramente i singoli appena usciti del nostro nuovo disco (ci si arrangia come si può ehehe) e magari due “classici” tipo Drunk’n’ High e You Are My Baby On Led.

RuSsU_Beh ci metterei qualcosa di Totale Apatia, per i quali ho sempre dato tutto e di più… e magari qualcosa di altro, restando sempre nel panorama punk italiano.

Cosa ti aspetta nei prossimi mesi del 2026?

Gab De La Vega_Sono reduce da una trasferta acustica in cui ho suonato anche con la già menzionata Laura Jane Grace. A maggio partirò per il Canada per un tour acustico. Al ritorno ho delle date full band, poi altre date acustiche, poi (appena confermate) delle aperture full band ad un’artista che significa molto per me! E poi della musica nuova che verrà pubblicata, alla quale sto lavorando adesso… Insomma: un anno bello denso!

Simone Riccobelli_2026 = Afterparty heroes, disco nuovo.

Speriamo di farlo ascoltare live e a più persone possibili.

RuSsU_Spero viaggi, soldi e amore! Ci vediamo a breve con Rossodannata: il 25 aprile saremo al Circolino di Scarpizzolo, in bassa bresciana, a suonare in compagnia di Dani delle Pornoriviste.